Sarah Abu Abdallah / Get London Look

April 23 – May 6, 2015.
L.A.L.D. impermanent space, 52 Andrews Rd. London E8 4QL UK.

A project by Like A Little Disaster.

Sarah Abu Abdallah

Like a little disaster è orgogliosa di presentare “Get London Look”
un progetto video di Sarah Abu Abdallah.

Fluttuando tra cinema, video arte, documentari sperimentali e performance, Sarah Abu Abdallah stabilisce con lo spettatore un confronto dialettico, una visione critica che procede per tentativi e frammenti. Il suo linguaggio abbandona progressivamente la narrazione lineare optando invece per una dialettica enigmatica, frammentata nel tempo e smarrita nello spazio. Tutto si traduce in un montaggio ritmato e incalzante, la libertà e la frammentazione della narrazione rendono più difficile per lo spettatore seguire gli “sforamenti” tra il tempo della storia e il tempo del soggetto.
I suoi film ci permettono di prendere familiarità con linguaggi e segni della “Vicino Oriente” e ci portano in un mondo iper-connesso che ormai abita il nostro inconscio.

La pratica di Sarah Abu Abdallah si basa sulla linea della faglia di una rete ‘globale’ che non è più centrata sui tradizionali centri del potere economico; le sue opere sono create con la consapevolezza che saranno condivise online o anche appositamente create per essere condivise e visualizzate in Internet. I suoi film mostrano come i nuovi media e internet ci hanno insegnato a creare un collage mentale tra uno schermo e l’altro in modo da creare il nostro film quotidiano, come se fosse una compilation di dati che seguono percorsi determinati solo in parte dai nostri gusti e dalle nostre decisioni e in parte dalla voracità camaleontica delle nuove corporation.

Dato che la nozione di identità è caratterizzata da uno stato di transizione perpetua, Sarah cerca di dare un senso al mondo intorno a lei concentrandosi sull’identificazione e l’esame dei rapidi cambiamenti culturali che avvengono oggi in tutto il mondo. Guardando il progresso come un ‘nativo’ nell’era digitale, Sarah Abu Abdallah cerca di scoprire nuove articolazioni nelle arti attraverso pratiche interdisciplinari, mentre il contesto globale è perennemente in movimento.

The Salad Zone. Digital video, 2013, 21 min.

Il lavoro offre scorci in disordine di più racconti come quello di tensioni interne in famiglia, un sogno giovanile di andare in Giappone, la tendenza a distruggere televisori in momenti di rabbia e di mangiare pesce, fino a visualizzazioni più criptiche incentrate in centri commerciali e appartamenti che lei chiama “casa”. L’uso di scene che circondano la vita “sabbiosa” dell’artista in Arabia Saudita, come strade o centri commerciali, non tenta di fornire un quadro completo, una proposta unidorme, ma ci permette di adottare un approccio rizomatico alle storie della vita di tutti i giorni.

Delighted to Serve. Digital video, 2014, 17 min,
in collaborazione con Joey L. De Francesco.

Il film è frutto della collaborazione della giovane artista Sarah Abu Abdallah e Joey L. De Francesco (classe 1988, Stati Uniti), un artista visivo, musicista, performer e attivista sindacale. Basandosi sulla memorie personali e forme di auto-documentazione, questo pezzo collaborativo si appropria degli aspetti assurdi della vita quotidiana contemporanea e le varie forme di frantumazione, monotonia e banalità delle forme precarie del lavoro contemporaneo. La sceneggiatura e la figura del protagonista, interpretato da De Francesco, derivano dalle esperienze dello stesso artista come ex addetto al servizio in camera di un hotel assistente (“former hotel room service” è il film, in cui Joey presenta le sue dimissioni al suo capo accompagnato da un quintetto di ottoni e che conta più di 3 milioni di visualizzazioni su YouTube). Delighted to Serve è una riflessione sulle circostanze di precarietà economica affrontate dai giovani, e sulla ricerca di una strategia di sopravvivenza di fronte alle attuali dinamiche di potere e di alienazione.

NOTE BIOGRAFICHE

Sarah Abu Abdallah è nata nel 1990 ed è cresciuta a Qatif, in Arabia Saudita, dove si è laureata in CFAD / Sharjah, UAE e sta perseguendo il suo percorso di studi con un master in Digital Media presso la Rhode Island School of Design a Providence. Le sue recenti mostre includono; Arab Contemporary presso il Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca, Migration forms a New York, 89plus Maratona presso la Serpentine Gallerie di Londra, nel 2013 prende parte alla 11° Sharjah Biennale, nello stesso anno anche alla 55° Biennale di Venezia in Rhizoma (Edge of Arabia), nel 2014 a Private Settings, Art After The Internet, curata Natalia Sielewicz, presso il Museo d’Arte Moderna di Varsavia.
Ha contribuito al programma di fellowship per il 7°Global Art Forum di Art Dubai nel 2013, è stata inoltre coinvolta nel festival Transformative Times di ArteEast, NYC, e in Moving Image panel on Video + Film, curato da Hans-Ulrich Obrist, Palazzo Grassi, Venice.

>April 23 – May 6, 2015. L.A.L.D. impermanent space, 52 Andrews Rd. London E8 4QL UK.

A project by Like A Little Disaster.

Sarah Abu Abdallah

Like A Little Disaster is honored to present “Get London Look”, a video project by Sarah Abu Abdallah.
Swinging between cinema, video art, experimental documentaries and performances, Sarah Abu Abdallah establishes with the viewer a dialectic project, a critic vision that proceeds for attempts and fragments. Her language gradually leaves the linear storytelling and chooses instead a dialectic one, defined as contorted, enigmatical, fragmented in time and lost in outer
space. Everything is translated into an exciting and rhythmic cutting, freedom and fragmentation of the narrative trend make it more difficult for the viewer to follow the ‘slippages’ between the story time and the time of the subject.

Sarah Abu Abdallah’s films allow us to become familiar with languages and signs of the “Near East” and lead us in a hyper-connected world that inhabits our unconscious; her works are created with the awareness that they will be shared online or even specially created to be shared and displayed in the internet.
Sarah Abu Abdallah practice is based on the fault line of a ‘global’ network that is no more centered on the traditional economic power centers of the US, UK and Western Europe. Her works also show how new media and internet taught us to create a mental collage between a screen and another in such a way to set up our daily movie, as if they were a compilation of data that follow routes only partly determined by our tastes and decisions and partly by the aggressiveness of the new corporations.
Because notion of identities are in an endless state of transition, Sarah tries to give sense to the world around her focusing on identification and examination of rapid cultural shifts happening today across the world. Looking at the progress as a native in the digital age, she seeks to discover new articulations in the arts, through interdisciplinary practices, while
global context is perpetually in flux.

 

The Salad Zone.
Digital video, 2013, 21 min.

The work offers disarrayed glimpses of multiple narratives such as that of familiar domestic tensions, a juvenile dream of going to Japan, the tendency to smash TVs in moments of anger and eating fish, up to more cryptic performances enacted in the malls and apartments she calls “home”. The use of scenes from the artist’s surrounding sand life in Saudi Arabia, like streets or malls, never attempts to provide the whole picture, enabling to take a rhizomatic approach to the story of the everyday life.

 

Delighted to Serve.
Digital video, 2014, 17 min,
in collaboration with Joey L. De Francesco

The film is a collaborative effort of young video artist Sarah Abu Abdallah and Joey L. De Francesco (born 1988 in the United States), a visual artist, musician, performer and labour union activist. Relying on memory and forms of self-documentation, this collaborative video piece takes an absurdist look on daily life and the crushing aspects of mundane work. The script and the figure of the protagonist, played by De Francesco, derive from the artist’s experiences as a “former hotel room service” attendant (the film, in which Joey submits his resignation to his boss accompanied by a brass quintet has tallied more than 3 million views on YouTube).
Abu Abdallah’s and De Francesco’s film is a reflection on the economic precariousness circumstances faced by young people, and on the search for a survival strategy in the face of the modern world’s dynamics of power and alienation.

 

ARTIST BIO

Sarah Abu Abdallah was born in 1990 and grew up in Qatif, Saudi Arabia where she has graduated at CFAD/Sharjah, UAE and is currently pursuing her masters degree in Digital Media at the Rhode Island School of Design in Providence. Her recent exhibitions include; Arab Contemporary in the Louisiana Museum of Modern Art in Denmark, Migrating Forms in NYC, the Serpentine Galleries 89plus Marathon in London, the 11th Sharjah Biennial in 2013, Rhizoma in the 55th Venice biennale 2013 and Private Settings, Art After The Internet, curated by Natalia Sielewicz, Museum of Modern Art, Warsaw. She has contributed to the Global Art Forum_7’s fellowship programme in Art Dubai 2013. She contributed to Arts and Culture in the Transformative Times festival by ArteEast, NYC, and the Moving Image panel on Video + Film, curated by Hans-Ulrich Obrist, Palazzo Grassi, Venice.